Gentile visitatore,
L’Angiologo risponde è una sezione del sito web della Società Italiana di Angiologia e Patologia Vascolare (SIAPAV) dedicata al grande pubblico.
È noto che non è corretto né possibile porre una diagnosi ed indicare una terapia senza il contatto diretto con il paziente tuttavia, poiché riteniamo che tra i compiti di una società scientifica ci sia anche quello di dialogare con il pubblico per chiarire gli aspetti principali della specialità e delle patologie da trattate, abbiamo attivato questa rubrica.
Lo Specialista incaricato delle risposte sarà designato, con rotazione periodica, dal Consiglio Direttivo della Società, e si limiterà a rispondere ai quesiti generali posti, astenendosi dal dare specifiche indicazioni terapeutiche che non possono essere fornite in assenza di un rapporto diretto medico/paziente.
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Il Consiglio Direttivo
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Mi trovo alla 14 settimana e 5gg di gravidanza. Sono portatrice della mutazione MTHFR eterozigote A1298C/WT, e della mutazione ACE cromosoma 17q23 Omozigote ACE D/D. In data 06.05.2010 (alla 9 sett+1gg di grav.) ho effettuato esami al sangue di cui riporto qui di seguito i valori: TEMPO DI PROTROMBINA: 14,0; ATTIVITA' PROTROMBINICA: 84,0%; INR: 1,04 - PTT: 25,0; ANTITROMBINA III: 83,9; FIBRINOGENEMIA: 365 MG/DL. In data 09.06.2010 (alla 14 sett.di grav.) ho ripetuto soltanto la FIBRINOGENEMIA con il risultato 442 mg/dl. Vorrei sapere: 1) se la presenza delle mutazioni genetiche di cui sopra possa comportare rischi per la gravidanza (eventuali formazioni di trombi); 2) se l'eccessivo aumento dei valori del fibrinogeno (ritenuto fisiologico in gravidanza) possa nel mio caso (cioe’ in presenza delle mutazioni) essere particolarmente pericoloso e in caso affermativo quale terapia potrei assumere senza effetti collaterali per la gravidanza. Nel lontano 2007, ho effettuato un ecodoppler agli arti inferiori con il seguente risultato: SISTEMA ARTERIOSO: indenne fino all'estrema periferia bilaterale; SISTEMA VENOSO: vasi venosi profondi pervi, modulati con gli atti del respiro e ben comprimibili. Lieve insufficenza al valsalva delle crosses safeno-femorali senza importanti ripercussioni a valle. Continenti le grandi safene. Varicosita’ reticolari bilaterali. INSUFFICIENZA VENOSA SUPERFICIALE. Alla luce dei dati finora riportati, sarebbe anche consigliabile l'utilizzo di calze elastiche durante il periodo della gravidanza? A partire da quale mese? Grazie. Gentile Signora, cerchero' di risponderle nel modo piu' chiaro possibile. La gran parte dei polimorfismi genetici che sono stati ricercati sul suo sangue, sono clinicamente inutili per il quesito che riguarda il rischio di tromboembolismo venoso in gravidanza. Nel suo caso serve soltanto lo studio della trombofilia genetica che, a quanto scrive, e' nella norma. Anche la presenza della mutazione MTHFR eterozigote A1298C/WT e'di scarso rilievo; piu'importante sarebbe stata la presenza della mutazione MTHFR per il C677T, ma soltanto in presenza di iperomocisteinemia (esame che non riporta nella sua email e che le suggerisco di fare). Il referto dell'ecodoppler e'poco chiaro; da un lato la diagnosi conclusiva e' di insufficienza venosa superficiale e dall'altro dice che le safene sono continenti. E'una contraddizione in termini, a meno che l'esecutore non abbia voluto dare significato al lieve reflusso alla manovra di Valsalva (ma avrebbe dovuto specificarne l'entita' e la durata) o alle varici reticolari. Pur non conoscendo la sua eta'ne' se e'alla prima gravidanza o meno, mi pare di capire che lei non ha rischi particolari e alle sue domande rispondo come segue: 1) le mutazioni genetiche non richiedono una profilassi del tromboembolismo durante la gravidanza (suggerirei invece una profilassi con eparina a basso peso molecolare o penta saccaride (fondaparinux) nel post-partum (almeno un mese); 2) si potrebbe prendere in considerazione una profilassi durante la gravidanza soltanto se il fibrinogeno superasse il livello di 600 mg/dl (ma anche su questa procedura la comunita'scientifica non e'unanime; c'e' chi lo ritiene non indicato); 3) le calze elastiche sono utili durante la gravidanza, ma la sua indicazione va valutata da caso a caso, in considerazione della stasi venosa (gonfiore) e della stagione calda. Nella sua citta' di residenza vi sono molti angiologi qualificati che possono guidarla nelle decisioni, di concerto con il ginecologo che la segue e con il suo medico curante. Un ultimo suggerimento; dopo aver misurato il tasso di omocisteinemia nel sangue mostri il risultato al ginecologo che provvedera' a consigliarle o meno se attuare una profilassi vitaminica con acido folico, ma non certo per il rischio trombotico. Grazie per aver scritto a L'Angiologo risponde!
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| Gentile professore. mia mamma dovrebbe praticare un intervento di protesi al ginocchio. vorrei sapere se avendo problemi di varici da tanti anni, corre dei rischi o no. inoltre vorrei sapere il suo parere sul farmaco osseor, prescritto da un anno per presenza di osteporosi. preciso che la mamma soffre anche di ipertensione e che nel 2005, ha subito l'asportazione di un calcinoma mammario e prende quotidianamente arimidex. grazie ancora e complimenti per il prezioso servizio che offrite. Gentile signore,
l’intervento di protesi del ginocchio di per se’, comporta un rischio relativo di malattia tromboembolica venosa (MTV) di grado medio alto. Tale rischio aumenta in caso di eta’ maggiore di 70 anni e/o presenza di varici. L’osseor (come riporta la scheda tecnica) aumenta il rischio di MVT, mentre per l’arimidex questo rischio sembra minore. In conclusione, come angiologo le rispondo che in preparazione dell’intervento e dopo di esso la mamma deve effettuare una adeguata profilassi della MTV. Per quanto riguarda l’associazione farmacologica è bene rivolgersi agli specialisti che hanno prescritto osseor e arimidex. Personalmente sospenderei il primo in vista dell’intervento e lo riprenderei (se necessario) in base all’evoluzione post-operatoria. Grazie per averci scritto
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| Gentile Dottore, ho 22 anni e un problema alla gamba destra riscontrato ad Ottobre 2009. Dopo aver svolto l'acquagym (mi allenavo 3 volte a settimana da quasi un anno), tornando a casa ho notato un intorpidimento di una specifica zona della gamba destra, appena sopra la caviglia, al lato esterno della gamba. Non sentivo niente nonostante pizzicassi la zona ma, da ingenua, non ho dato peso alla cosa. Quando nei giorni successivi ho ripreso l'acuqagym ho notato serie difficolta’ ad articolare il movimento con quella gamba, e fuori dall'acqua zoppicavo appena. A Dicembre, per vari motivi, ho smesso questo tipo di attivita’ fisica, ma la gamba, 7 mesi dopo, continua ad essere intorpidita. Ora mi sto seriamente preoccupando perche’ ho dovuto iniziare ad usare il Nuvaring (il ginecologo mi ha rilevato delle cisti ovariche) e la gamba sembra darmi piu’ fastidio, talvolta mi infastidisce anche il contatto con un jeans magari un po' piu’ stretto sul polpaccio. Non so cosa fare. Per il momento, ho prenotato una visita angiologica, ma dovro’ aspettare un mese per farla. Ci tengo a specificarle che mia madre ha sempre sofferto con le vene delle gambe, e che io da anni, nonostannte la mia giovane eta’ ho dei capillari visibili dietro la coscia. La ringrazio qualora riesca a darmi una risposta. Gentile Signora, il suo messaggio pone diversi quesiti. Cerchero' di rispondere con chiarezza.
Lei ha una familiarita' per insufficienza venosa, e piccoli segni inziiali (teleangectasie alle cosce). Questo potrebbe spiegare la sensibilita' del suo sistema venoso, con sintomi poco specifici che non devono allarmarla.
L'acquagym, soprattutto se svolto intensamente, puo' provocare un affaticamento muscolare degli arti inferiori e, se c'e' una predisposizione, una sorta di ingorgo del ritorno venoso. Cio' potrebbe spiegare i suoi sintomi, anche se a me sembrano soprattutto muscolari.
Il Nuvaring rilascia ormoni e quindi potrebbe aumentare la congestione venosa. Come vede, dunque, una serie di concause che messe insieme danno vari fastidi, nessuno dei quali sembra tuttavia da insufficienza venosa conclamata. Una buona visita angiologia chiarira' certamente il quadro. In via privata le daro' dei suggerimenti in attesa della visita. Grazie per aver scritto a l'angiologo risponde.
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| Ho 72 anni, godo di buona salute generale e pratico Jogging a livello amatoriale (16/17 Km. la settimana); l'assetto lipidico e la pressione arteriosa (sebbene con l'uso di farmaci per entrambi) sono nella norma. Da circa 20 anni, ogni anno eseguo l'eco delle carotidi, il cui risultato e’ rimasto sempre invariato: DX: decorso tortuoso dei vasi esplorati, kinking della carotide interna. Ispessimento medio intimale diffuso che si concretizza a livello della biforcazione della carotide comune-origine carotide interna in lesioni parietali ipoecogene, a superficie regolare, inducente stenosi emodinamicamente non significative (20%). IMT max 1,2 mm.a livello della biforcazione della carotide comune. Gentile Signore, la diagnosi del quadro da lei descritto e’ la seguente: soggetto in buone condizioni cliniche generali, con ipertensione arteriosa e dislipidemia, in trattamento e ben compensate. Aterosclerosi carotidea bilaterale, con IMT e stenosi emodinamicamente non significative. Kinking non emodinamico della carotide interna di destra.
Considerata l’eta’ c’e’ da meravigliarsi che la prevenzione con aspirinetta non le sia stata consigliata da tempo. Il quadro eco-doppler che lei ha descritto, da solo, rappresenta un’indicazione precisa al trattamento antipiastrinico. L’indicazione e’ ancora piu’ forte se si considera che lei e’ anche iperteso e dislipidemico (pur se compensato), ed ha piu’ di 70 anni. Le linee guida al riguardo sono ben chiare.
Non so perche’ il sua Modico curante non condivida l’indicazione all’aspirina 100 mg al giorno? Le ipotesi possibili sono una intolleranza specifica o controindicazioni legate alla potenziale gastrolesivita’ dell’aspirina. Se lei avesse una di queste controindicazioni, la terapia antiaggregante piastrinica andrebbe ugualmente fatta con altri farmaci, come la ticlopidina o la picotamide). Spero di essere stato esauriente. Grazie per averci scritto.
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| Gentile dottore, mia madre da dieci anni prende per le gambe (insufficienza venosa) il Loftyl plus 600mg (1 al giorno). Nel dicembre 2009 le e’ stata diagnosticata una forte osteoporosi. L'ortopedico ha prescritto per 6 mesi Osseor 2g. Da alcuni giorni ha forti dolori alla gamba destra. L'associazione di questi due farmaci puo’ creare problemi di embolia o altro? La ringrazio. Gentile signora,
l’assunzione di osseor è associata ad un aumento del rischio di trombosi venosa e/o di embolia polmonare.
La presenza di dolori alla gamba destra (senza gonfiore) potrebbe essere legato ad un aumento dell’enzima creatinchinasi.
In ogni caso le suggerisco di sottoporre la mamma ad una visita angiologica con eco-color-doppler in modo da escludere la presenza di una trombosi venosa.
Infine un punto oscuro della sua domanda: il Loftyl plus non e’ un farmaco per l’insufficienza venosa ma per l’insufficienza arteriosa periferica.
Un consulto vascolare e non solo l’esame eco-doppler sono assolutamente indispensabili, anche per chiarire la diagnosi vascolare di fondo!
Grazie per averci scritto. SIAPAV-L’Angiologo risponde
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