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Mag 31

AAA Screening SI, Screening NO – 31-05-2015

Gabriele Alari

“ Due grazie sentiti all’Editor in chief. Il primo, of course , per gli auguri alla Vecchia Signora che si avvia a vincere il triplete ( difficile trovare un non tifoso o tifoso   di altre squadre tanto sportivo da augurare ad una squadra italiana, in particolare poi la Juve, un successo internazionale, chissà cosa ne pensano gli interisti ). Ma si sa, è l’eleganza innata e la nobiltà d’animo riconosciuta del Past-President! Il secondo per aver risposto in modo così argomentato alla mia provocazione sullo screening degli aneurismi dell’aorta addominale. Proverò però a confutarne le tesi o perlomeno a chiarire il mio punto di vista ( ecco il perché della mia sviolinata precedente ). Effettivamente come dice Andreozzi, c’è una bella differenza tra l’epidemiologia che si occupa di numeri, e la clinica che si occupa degli individui. Ma è appunto qui che il concetto di screening va chiarito ( mi pare che ci siano delle polemiche addirittura politiche perfino sullo screening mammografico, il che è tutto dire ! ). Per fare un esempio personale è chiaro che se mia figlia deve assumere preparati estro-progestinici io , suo padre, le faro fare   tutti i tests trombofilici dell’universo mondo, chiaramente a mie spese, perché una trombosi dei seni venosi cerebrali , ad esempio, non vorrei mai che si verificasse su mia figlia. Ma se si tratta di instaurare uno screening su tutte le ragazze che assumono estro-progestinici, questo non è certo appropriato e neppure raccomandato, data la ridotta incidenza di trombosi venose sulla popolazione generale che assume questa terapia. Allo stesso modo se ho sul mio lettino un paziente arteriopatico o cardiopatico ischemico o carotidopatico ( chissà se esiste questa definizione ? ) o semplicemente a rischio per malattie cardio-vascolari e per possibile aneurisma dell’aorta addominale, io gli farò la manovra di De Bakey ( 2 secondi ) oppure gli darò un’occhiata all’addome con la Convex 3.5 Hz, ( due minuti ) , oppure programmerò un Eco-color-doppler dei grossi vasi addominali ( 20 minuti ) ma sostenere gli oneri economici , sociali, e in termini di tempo di uno screening di popolazione su vasta scala è tutta un’altra questione. E’ questo l’aspetto dell’articolo del BMJ che mi ha colpito, non tanto la argomentazione alquanto discutibile che così si creano dei malati inutilmente ( se trovo un aneurisma di 3 cm. ad un paziente non posso che fargli del bene, gli spiegherò che è fortunato, perché con le cure più appropriate quell’aneurisma molto probabilmente non dovrà mai essere operato, non gli dirò certo che ha un bomba pronta a scoppiare nella pancia ! ) o l’altra ancora più discutibile , come ha ben sottolineato il past-president , di quel numero di pazienti operato senza indicazione. L’affermazione che mi ha colpito e che a questo punto secondo me sarebbe   effettivamente da verificare, è la seconda affermazione degli autori, che l’incidenza degli aneurismi dell’aorta addominale è in calando e che quindi anche gli screening attualmente condotti negli Stati Uniti, Regno Unito, Paesi Scandinavi etc. andrebbero rivisti, dato che l’efficacia di uno screening si riduce se l’incidenza della patologia è scarsa ( non andremo certo ad effettuare screening di popolazione alla ricerca di una malattia rara ). Secondo me è proprio questo il punto cruciale da conoscere prima di dare il via ad uno screening od anche solo ad una raccomandazione. Quanti sono gli interventi ad esempio in Italia di aneurisma in rottura? L’ho chiesto, io angiologo , allo stesso Basilio Crescenzi ed a Walter Dorigo, chirurghi vascolari fautori dello screening e , mi hanno detto: tanti. L’ho chiesto ai miei due referenti chirurghi vascolari Franco Terraneo, del Papa Giovanni XXIII e Marco Setti delle Cliniche Humanitas-Gavazzeni di Bergamo e mi hanno risposto: tanti. Ma quel “ tanti “ mi dice poco e mi piacerebbe sapere effettivamente quanti sono e penso che non sia impossibile dalle SDO degli Ospedali Italiani conoscere l dati, magari con indagine conoscitiva sotto egida SIAPAV ( amenochè non lo abbia già fatto la SICVE, come si chiede anche Andreozzi ). Io personalmente mi prenderò la briga di chiederlo ai miei due referenti.

E adesso incrociamo le dita noi juventini.