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Apr 13

Angionews-future

Gaia Alari 

Disperso nell’iperspazio insieme all’intelligente robot TARS, confinato nel tesseratto della singolarità di un enorme buco nero, l’astronauta Cooper finalmente comprende ogni cosa:

TARS: “Gli esseri dell’iperspazio stanno chiudendo il tesseratto!”

Cooper: “Ancora non ti è chiaro? Non sono esseri, siamo noi!”

TARS: “Le persone non sanno costruire questo!”

Cooper: “No, non ancora. Ma un giorno sì. Non io e te, ma altre persone.”

 

La fiducia nel progresso scientifico e tecnologico della razza umana è un fondamentale leitmotiv di “Interstellar”, opera del visionario regista Christopher Nolan nonché uno dei film più acclamati del 2014, vincitore del premio Oscar per i migliori effetti speciali.

 

Da persona “piena di meraviglia”, nel senso Platonico del termine, quale sono, non ho potuto fare a meno di rimanere affascinata da questa prospettiva, che ci insegna che la tecnologia unita allo spirito pionieristico dell’uomo, è destinata a rendere ciò che è “fantascienza” sempre più “scienza”.

 

Forse non saremo ancora pronti per un viaggio interstellare, ma, in campo medico, i ricercatori del Rapid Manufacturing Engeneering Center di Shanghai, non si danno certo per vinti!

 

Combinando tecniche di micro-stampa e filatura elettrostatica, hanno infatti raggiunto un risultato straordinario: la realizzazione del primo vaso artificiale con parete a tre strati.

 

Fino ad ora, nessuno aveva ottenuto nulla più che un vaso a doppio, o soltanto a singolo strato di parete.

Con l’ausilio di una combinazione di materiali in parte dotati di bastevole forza meccanica, in parte in grado di promuovere la crescita di nuove cellule, i ricercatori cinesi hanno superato anche questa difficoltà.

 

Cosa significa avere a disposizione un vaso artificiale con parete a tre strati?

In breve, significa essere in possesso di vasi di ricambio utilizzabili nei by-pass aorto-coronarici, ad esempio, che sono attualmente effettuati con arterie e vene del paziente stesso.

Va da sé che una eventuale impossibilità di reperire materiale organico sufficiente per effettuare correttamente tali interventi , risulta essere un problema da non sottovalutare.

Talvolta i vasi del paziente sono infatti danneggiati, sclerotici o semplicemente non idonei: un vaso in versione “bionica”, che mimi la struttura fisiologica di un’arteria o vena adatte, consentirebbe pertanto di aggirare questo ostacolo.

 

Ed ecco che ciò che per gli antichi colleghi, usi a poggiare“l’orecchione” sulla schiena del paziente, sarebbe stato pura fantascienza, si trasforma in scienza grazie alle nuove tecnologie.

Per realizzare la struttura di un simile vaso, i ricercatori cinesi si sono infatti serviti della filatura elettrostatica, tecnica che tramite cariche elettriche è in grado di trasformare liquidi in piccolissimi filamenti continui.

 

Questa tecnica consente inoltre di ottenere delle nano fibre con un elevato rapporto superficie-volume, tali da permettere di “albergare” delle cellule, affinchè si riproducano e si connettano l’una all’altra.

 

Nel giro di 6 mesi-1 anno, lo scheletro su cui tali cellule vengono coltivate, si degrada spontaneamente e scompare, lasciando il posto ad un nuovo vaso sanguigno.

 

Ma non è finita qui!

Poichè questo nuovo vaso non è di per sé rigido a sufficienza, i ricercatori hanno progettato un modello a tre strati, nel quale le fibre vengono elettro-filate su ambo i lati di uno straterello intermedio micro-stampato, composto da poli-p-dioxanone: un polimero degradabile. Terminata la filatura, questo foglietto viene ripiegato e saldato alle estremità, così da formare una struttura tubulare.

 

Il tubicino viene in seguito seminato con i soliti, rassicuranti fibroblasti di ratto, per testare l’idoneità della struttura come “scheletro” e promuovere proliferazione e integrazione cellulare.

 

Il prossimo passo?

L’impianto di questi vasi su modelli animali, allo scopo di valutarne l’efficienza in vivo. Se anche questo step darà risultati positivi, si procederà con gli studi sull’uomo.

 Gaia Alari

E così via, giorno dopo giorno, fino a raggiungere Cooper nei suoi mirabolanti viaggi intergalattici!

 

“Non andartene docile in quella buona notte,

I vecchi dovrebbero bruciare e delirare al serrarsi del giorno,

Infuria, infuria contro il morire della luce!

Benchè i saggi conoscano alla fine che la tenebra è giusta,

Perché dalle loro parole non diramarono fulmini,

Non andartene docile in quella buona notte

Infuriati, infuria contro il morire della luce!”

 

“Don’t go gentle into that goodnight” – Dylan Thomas

 

Bibliografia

1)       AIP ADVANCES 5, 041318 (2015) Composite vascular repair grafts via micro-imprinting and electrospinning.Yuanyuan Liu,1,2,a Ke Xiang,1,b Haiping Chen,1,c Yu Li,1,dand Qingxi Hu1,2,e1 Rapid Manufacturing Engineering Center, Shanghai University, Shanghai 200444, China 2 Shanghai Key Laboratory of Intelligent Manufacturing and Robotics, Shanghai 200072, China (Received 22 October 2014; accepted 14 January 2015; published online 3 February 2015 ).http://dx.doi.org/10.1063/1.4906571

2)       Interstellar Trailer Ufficiale Italiano (2014) – Matthew McConaughey, Jessica Chastain Movie HD

3)       Do not go gentle into that good night | Academy of American Poets