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Apr 11

Aspirina, un vecchio farmaco sempre d’attualità

Michelangelo Sartori

Nel 2001 l’analisi dei dati di piu di 600.000 pazienti arruolati nel “Cancer Prevention Study II cohort” apparsa sul “New England Journal of Medicine” aveva suggerito come l’assunzione quotidiana di acido acetil-salicilico potesse essere efficace nel ridurre l’incidenza del cancro del colon-retto. Da allora si è assistito ad un crescente dibattito sulla possibile prevenzione farmacologica delle neoplasie (“chemoprevention of neoplasia”).

Nel 2011, una meta-analisi a cura di Peter M. Rothwell dell’università di Oxford (UK) dimostrava come l’assunzione quotidiana di acido acetil-salicilico fosse efficace nel ridurre la mortalità correlata al cancro (Rothwell PM, Fowkes FG, Belch JF, Ogawa H, Warlow CP, Meade TW. Effect of daily aspirin on long-term risk of death due to cancer: analysis of individual patient data from randomised trials. Lancet. 2011;377:31-41.), quindi non solo riduzione di incidenza ma un possibile effetto sulla storia naturale delle neoplasie.

            Del mese scorso è la pubblicazione di un’ampia revisione della letteratura (Chan AT, Arber N, Burn J, Chia WK, Elwood P, Hull MA, Logan RF, Rothwell  PM, Schrör K, Baron JA. Aspirin in the chemoprevention of colorectal neoplasia: an overview. Cancer Prev Res  2012;5:164-78.), che sintetizza tutti i dati sulla cosiddetta “chemoprevention” del cancro del colon retto. I meccanismi con cui l’acido acetil-salicilico possa ridurre l’incidenza di neoplasia del colon rimangono in gran parte ipotetici, tuttavia molti studi sia osservazionali sia d’intervento suggeriscono l’efficacia dell’aspirina nel ridurre l’incidenza di tale neoplasia sia in prevenzione primaria che secondaria. I dati delle meta-analisi (più di 3,000 pazienti) confermano che l’assunzione giornaliera di aspirina (75–325 mg die per 3 anni) riduce il rischio di recidiva di adenoma del colon del 17% e di “advanced adenoma” del 28%. Gli autori concludono che la prescrizione dell’aspirina non dovrebbe basarsi solo sulla stima del rischio cardiovascolare ma dovrebbe includere una valutazione globale del paziente, considerando anche gli effetti dell’aspirina sul tratto gastro-intestinale sia che essi siano favorevoli come la possibile prevenzione delle neoplasia del colon retto sia che siano sfavorevoli come il rischio di sanguinamenti gastro-intestinali.