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Dic 31

Consulta delle Società Scientifiche per la riduzione del rischio cardiovascolare

S.Coccheri

L’idea di coordinare le attività di ricerca e di informazione biomedica delle Società Scientifiche Italiane impegnate nella lotta alle malattie cardiovascolari risponde all’esigenza di affrontare i grandi problemi della prevenzione con un substrato culturale condiviso, e quindi con un linguaggio comune.

Le malattie cardiovascolari nel loro insieme costituiscono la prima causa di mortalità e di invalidità nelle società affluenti e meritano perciò un approccio sia poli-specialistico che olistico, quale quello che può fornire un organo come la Consulta Cardiovascolare.

Attualmente fanno parte della Consulta Cardiovascolare 14 Società Scientifiche, tra le quali la SIAPAV, entrata nel dicembre 2010. Ogni Società è rappresentata dal Presidente e 2 o 3 membri aggiunti; attualmente i nostri rappresentanti sono:  Visonà, Coccheri, Andreozzi.

I principali obiettivi della Consulta si possono sintetizzare come segue:

 

–         Lo sviluppo di attività di ricerca congiunta o coordinata tra varie Società

–         L’informazione equilibrata al pubblico e ai media

–         Lo sviluppo di linee guida diagnostiche e terapeutiche

–         L’instaurazione di rapporti con le istituzioni sanitarie regionali e nazionali

–         La promozione delle varie Società Scientifiche a livello degli organi dell’Unione Europea.

 

Le aree di competenza della Consulta riguardano le malattie cardiovascolari e cerebrovascolari, il diabete, l’ipertensione, l’obesità, la trombosi, le nefropatie.

Dal 2009 al 2012 le attività svolte sono state molteplici: la Consulta è intervenuta in organi di stampa su argomenti come la “polipillola”, l’omeopatia, il dibattito sulla sperimentazione animale, il bilancio tra fattori  di rischio e fattori protettivi cardiovascolari, e molti altri.

Uno studio importante patrocinato dalla Consulta è recentemente comparso sul Journal of Hypertension del Giugno 2012 (Volpe M. et al). Esso dimostra che l’inserimento, tra i fattori di rischio classici e tradizionali, di alcuni indici di danno cardiaco o renale occulto, permette di migliorare le nostre possibilità di prevedere e quindi prevenire gli eventi cardiovascolari. Viene quindi proposto di valutare modifiche alle tabelle di rischio del progetto Cuore, considerando fattori di danno d’organo subclinico, come l’ipertrofia ventricolare sin, la microalbuminuria, e magari in futuro, l’indice caviglia braccio, la placca carotidea asintomatica e l’IMT.

Il tema principale attualmente trattato è quello della aderenza dei pazienti alle prescrizioni di farmaci. Si osserva infatti una notevole tendenza all’auto-riduzione o addirittura all’auto-sospensione di farmaci che necessitano di uso regolare.

Da una ricerca promossa dalla Consulta è risultato che in media i farmaci contro l’ipertensione da assumere ogni giorno, vengono realmente presi soltanto nel 50% dei giorni previsti. Questo fenomeno riduce fortemente la protezione dagli eventi cardiovascolari maggiori: esso conferisce una falsa sicurezza e rappresenta certamente uno spreco di risorse.

Al fine di ottenere una più congrua aderenza, la Consulta ha lanciato uno studio informativo ed osservazionale denominato CEMENT, che è stato recentemente presentato al Senato della Repubblica ed è attualmente  è in via di realizzazione. Dal canto suo, la nostra Società ha incorporato le sue recenti linee guida sulle arteriopatie periferiche diabetiche e non diabetiche nel materiale della Consulta.

Sono convinto che la nostra adesione alla Consulta favorirà scambi culturali e iniziative congiunte con le altre Società Cardiovascolari, e che questo rapporto costituirà un importante fattore di crescita della nostra Società.