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Ott 02

Edizione straordinaria: smascherato il famigerato responsabile dell’arteriosclerosi?

Gaia Alari

Dopo anni ed anni di serrate ricerche, il silenzioso colpevole dell’aterosclerosi sembra essere stato individuato da un agguerrito team di Sherlock Holmes nostrani.

I ricercatori della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, con dedizione e acume, hanno condotto un’indagine esemplare, incalzando il sospettato con tenacia da segugi, fungendo così da apripista per una terapia genica in grado di ringiovanire e preservare le arterie, con conseguenti benefici nella prevenzione di ictus, infarto e altri disturbi cardiovascolari in genere.

Dunque, chi è il famigerato fuorilegge che si cela dietro a tutto ciò?

Ebbene, il mandante è sempre stato sotto il nostro naso, sospettato, sì, ma mai incriminato.

Il colpevole non sarebbe altro che un gene, codificante per la proteina chiamata “fattore di Von Willenbrand”. Non è una nuova conoscenza: la proteina in questione è sempre stata infatti nota per il suo importante ruolo nella cascata della coagulazione del sangue.

In realtà, tale gene è anche in grado, come un perfetto Arsenio Lupin, di scatenare la produzione di una catena di molecole che generano lo stress ossidativo che costituisce il meccanismo patogenetico principale dell’insorgenza e sviluppo della temibile aterosclerosi.

Una volta iniziato questo inarrestabile e silenzioso processo, le pareti dei vasi perdono progressivamente elasticità. Se dapprima ciò avviene in modo subdolo, il danno endoteliale si aggrava tanto da generare segni evidenti tra cui rigidità delle arterie che si mostrano coperte da placche più o meno fratturabili le quali, a lungo andare, ostruiscono la circolazione fino a causare gravi complicanze cardiovascolari.

Nello studio pubblicato su Scientific Report, il team dei ricercatori della Scuola Superiore Sant’Anna spiega come, su coltivazione in provetta di cellule endoteliali aortiche di maiale, abbiano potuto silenziare il gene responsabile tramite la tecnica dell’RNA interference.

Tale procedimento comprende l’iniezione di sequenze di RNA leganti a quelle, già presenti nelle cellule, codificanti per la sintesi del fattore di Von Willenbrand provocandone la distruzione.

Il risultato è una riduzione del 65% dell’espressione della proteina e il conseguente stop alle reazioni ossidative endoteliali, del tutto simili a quelle che avvengono in un paziente affetto da aterosclerosi.

Obiettivi per il futuro? Contrastare di fatto tale patologia sul nascere sviluppando una terapia genica che permetta di iniettare direttamente nel sangue questi Rna silenziatori, contenuti in nano vescicole di membrana, sintetizzate a partire dalle cellule del paziente stesso, così da evitare il rigetto e stabilire una terapia non farmacologica personalizzata e dosabile, utilizzabile anche dai pazienti farmaco- resistenti.

Elementare, Watson!

 

 

Bibliografia

  • Dushpanova, S. Agostini, E. Ciofini, M. Cabiati, V. Casieri, M. Matteucci, S. Del Ry, A. Clerico, S. Berti e V. Lionetti –“Gene silencing of endothelial von Willenbrand factor attenuates angiotensin II- induced endothelin-1 expression in porcine aortic endothelial cells“ -Scientific Reports 6, 30048 (2016)