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Dic 10

Fiaba di Natale

G. Alari

“Questa è una fiaba di Natale Angiologica. Direte, ma come, adesso esistono anche le fiabe angiologiche? Ebbene sì, è quello che ho provato io durante il percorso che ho recentemente effettuato per conseguire il diploma di “ Accreditamento al’Eccellenza “ della nostra beneamata SIAPAV. Come sapete è un percorso volontario che si effettua secondo il manuale di Accreditamento curato in passato dal Past-President Giuseppe Maria Andreozzi, ed ora dalla Prof.ssa Elsa Marchitelli in cui si richiede una valutazione tra pari del proprio operato nella propria struttura di appartenenza da parte di valutatori inviati dalla Società. Vuol dire rendere manifesta, misurabile, certificabile e rintracciabile ogni propria attività quotidiana professionale secondo criteri di eccellenza, fornire una scheda di autovalutazione in tal senso e subire l’accertamento dei valutatori con un punteggio finale che se si situa entro un range prefissato dà diritto al conseguimento di tale certificazione di qualità, che, ripeto, non è istituzionale, ma scientifica e professionale. Si può dire che sia un lavoraccio, certo, ma quanta soddisfazione! Mentre attendevo a questo compito e mettevo in ordine i cassetti, gli armadi, le scrivanie, gli studi, i documenti vari del mio Dipartimento Angiologico , ho cominciato a sentire dentro di me delle sensazioni strane. Si trattava di un percorso, di un sentiero, di un tracciato di consapevolezza (sì è proprio questa la parola giusta) che stupiva in primis me stesso per quante cose esistessero e fossero state fatte nel Dipartimento. L’Ambulatorio Angiologico a 360°, l’Ultrasonologia Vascolare, il Centro Trombosi, la Vulnologia, La Flebologia Interventistica, l’Ambulatorio per le Vasculiti , il progetto per l’Ambulatorio per il LInfedema. E man mano che ne mettevo a posto i tasselli vari, agganciandoli ed incastrandoli l’uno all’ altro mi pareva di stare edificando un albero, ampio alla base, e più ristretto al vertice, esattamente come un albero di Natale, (peraltro molto adatto al tempo attuale). Sapete quegli alberi di Natale che si costruiscono inserendo nel tronco principale uno ad uno i rami e che poi si portano a casa per gli addobbi. Ecco adesso l’albero di Natale angiologico è edificato, dalla base al vertice ed è un albero forte e robusto. Ma è necessariamente ancora piuttosto spoglio. Sono venuti i valutatori. Sono venuti in tre come i Re Magi. Hanno controllato l’albero, ne hanno verificato l’autenticità e la robustezza, l’hanno scrollato più volte per vedere se non si sfasciava, si sono infilati anche sotto l’albero per verificare che non ci fossero scarafaggi e ne hanno certificato la affidabilità. Ora l’albero è lì, è una costruzione che durerà nel tempo e che servirà sempre, si potranno aggiungere altri rami e lo si potrà ingrandire, ed addobbare ed illuminare, una stella qua, una palla là, luci dappertutto. Io non ci riuscirò di certo ormai, spero che lo facciano i miei allievi e colleghi più giovani, ma quando verrà posta sul ramo più alto dell’albero la punta, la stella luminosa come si fa con gli alberi di Natale, ebbene allora l’albero angiologico si vedrà da lontano. E se tutti i colleghi che praticano questa affascinante disciplina faranno altrettanto, accreditandosi e costruendo il loro proprio albero di Natale angiologico, alcuni più piccolo, altri più grande, non importa, allora l’angiologia tutta sarà molto più visibile e considerata, e verrà vista di lontano.

Buon Natale a tutti.