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Apr 17

News dall’universo statine

GMA

I benefici della terapia con statine sugli eventi cerebrovascolari maggiori sono evidenti in prevenzione primaria e secondaria, con una riduzione del 18%.

Uno studio retrospettivo suggerisce che l’uso di statine è associato con una maggiore incidenza di infezioni comuni ma non di infezioni influenzali o fungine.

Nei pazienti con insufficienza renale cronica, sembra che la terapia con statine debba essere riservata a sottogruppi di popolazione a alto rischio cardiovascolare alto.

EFFETTI COMPARATIVI DELLE STATINE SUGLI EVENTI CEREBROVASCOLARI MAGGIORI: METANALISI DI TRIAL

COMPARATIVE EFFECTS OF STATINS ON MAJOR CEREBROVASCULAR EVENTS: A MULTIPLE-TREATMENTS META-ANALYSIS OF PLACEBO-CONTROLLED AND ACTIVE-COMPARATOR TRIALS 
Naci H, Brugts JJ, Fleurence R, Ades AE

QJM 2013; 106:299-306

 

Le statine sono importanti nella prevenzione degli eventi cerebrovascolari. Se, e in che misura, le singole statine differiscano in termini di effetto su questi risultati non è stato studiato. 
Lo scopo di questa revisione è stato di valutare gli effetti comparativi delle singole statine sui principali eventi cerebrovascolari.
E’ stata condotta una revisione sistematica di 61 studi con 187.038 persone con, o a rischio di, sviluppare malattie cardiovascolari. Sono state eseguite metanalisi pair wise e multiple-treatments per i principali eventi cerebrovascolari, in aggiunta agli ictus fatali e non fatali separatamente. 
In tutte le popolazioni, le statine erano significativamente più efficaci dei controlli nel ridurre i principali eventi cerebrovascolari (odds ratio [OR] 0,82; IC 95% 0,77-0,87), senza differenze tra le singole statine. Le statine erano efficaci anche nei pazienti con malattia cardiovascolare nota (OR 0,83; 0,75-0,91) e in quelli senza (OR 0,80; 0,71-0,91). Considerando le singole statine, si otteneva una riduzione del rischio significativa con atorvastatina (OR 0,74; 0,63-0,85), pravastatina (OR 0,86; 0,76-0,97) e simvastatina (OR 0,75; 0,62-0,88), rispetto ai controlli, per i principali eventi cerebrovascolari in tutte le popolazioni. Le statine portavano a una significativa riduzione del rischio di ictus non fatale (OR 0,77; 0,71-0,85), ma non di ictus fatale (OR 0,96; 0.80-1,15). I risultati non erano sensibili alle differenze di dosaggio delle statine individuali nei vari trial. Non sono state rilevate eterogeneità o incompatibilità significative. 
Le statine riducono significativamente l’incidenza di eventi cerebrovascolari rispetto ai controlli. L’analisi ha fornito evidenze per confermare l’effetto della classe delle statine nella prevenzione degli eventi cerebrovascolari maggiori.

 

EFFETTI DELLA TERAPIA CON STATINE SULL’INCIDENZA DI INFEZIONI

THE EFFECT OF STATIN THERAPY ON THE INCIDENCE OF INFECTIONS: A RETROSPECTIVE COHORT ANALYSIS 
Magulick JP, Frei CR, Ali SK, et al.

Am J Med Sci, pubblicato on line il 19 febbraio 2013

 

CONTESTO Le statine sono state indicate come in grado di prevenire l’infezione attraverso effetti immunomodulatori.

OBIETTIVI Confrontare l’incidenza di infezioni in utilizzatori di statine e in non utilizzatori all’interno dello stesso sistema sanitario.

METODI E’ stato condotto uno studio di coorte retrospettivo su pazienti arruolati come Tricare Prime o Plus nel San Antonio military multimarket. Gli utilizzatori di statine erano pazienti che avevano ricevuto una statina per almeno 3 mesi tra l’1 ottobre 2004 e il 30 settembre 2005. I non utilizzatori erano pazienti senza prescrizioni di statine entro il periodo di studio (1 ottobre 2003 – 30 settembre 2009). Sono stati utilizzati i codici ospedalieri e ambulatoriali della International Classification of Diseases, 9th Revision, Clinical Modification (ICD-9-CM) per determinare l’incidenza di infezioni durante il follow-up (1 ottobre 2005 – 30 settembre 2009) attraverso un’analisi di regressione multivariata e il tempo all’infezione attraverso un’analisi di regressione di Cox.

RISULTATI Dei 45.247 pazienti che rispondevano ai criteri dello studio, 12.981 (29%) erano utilizzatori di statine e 32.266 erano non utilizzatori. Dopo aggiustamenti per età, sesso, indice di comorbilità di Charlson, consumo di tabacco, abuso di alcol/dipendenza, utilizzo di servizi sanitari e assunzione di specifiche classi di farmaci, l’uso di statine era associato a un aumento dell’incidenza di infezioni comuni (odds ratio [OR] 1,13; IC 95% 1,06-1,19), ma non di infezioni influenzali o fungine (rispettivamente OR 1,06; 0,80-1,39; OR 0,97; 0,91-1,04,). Il tempo all’insorgenza della prima infezione era simile tra utilizzatori di statine e non utilizzatori in tutte le categorie di infezione esaminate.

CONCLUSIONI L’uso di statine era associato a un aumento dell’incidenza di infezioni comuni ma non delle infezioni influenzali o fungine. Questo studio non supporta un ruolo protettivo delle statine nella prevenzione dell’infezione; tuttavia, non può essere escluso il ruolo di potenziali confondenti.

 

COSTO-EFFICACIA DELLE STATINE IN PREVENZIONE PRIMARIA NEI PAZIENTI NEFROPATICI

COST-EFFECTIVENESS OF STATINS FOR PRIMARY CARDIOVASCULAR PREVENTION IN CHRONIC KIDNEY DISEASE 
Erickson KF, Japa S, Owens DK, et al.

J Am Coll Cardiol 2013; 61:1250-1258

 

CONTESTO I pazienti con nefropatia cronica (CKD) hanno un rischio elevato di infarto miocardico (IM) e ictus. Sebbene gli inibitori della HMG Co-A reduttasi (statine) possano prevenire gli eventi cardiovascolari in pazienti con CKD senza necessità di dialisi, gli effetti avversi e i rischi competitivi possono materialmente influenzare gli effetti netti e le decisioni cliniche.

OBIETTIVI Valutare la costo-efficacia delle statine per la prevenzione primaria dell’infarto miocardico e dell’ictus in pazienti con CKD.

METODI E’ stato sviluppato un modello decisionale analitico relativo a CKD e malattie cardiovascolari (CVD) per determinare la costo-efficacia di statine generiche a basso costo per la prevenzione primaria delle CVD in uomini e donne con ipertensione e CKD lieve-moderata. Gli outcome includevano i tassi di IM e ictus, gli anni di vita aggiustati per la qualità (QALY) e i costi per tutta la durata della vita (in dollari americani, valuta 2010), oltre ai rapporti incrementali di costo-efficacia.

RISULTATI Per gli uomini di 65 anni con ipertensione e CKD lieve-moderata, le statine riducevano il tasso combinato di IM e di ictus, producevano 0,10 QALY e comportavano un aumento dei costi di $ 1800 ($ 18.000 per QALY guadagnato). Per i pazienti con rischio cardiovascolare basale più basso, i benefici per la salute ed economici erano più piccoli; per le donne di 65 anni, le statine producevano 0,06 QALY e comportavano un aumento dei costi di $ 1900 ($ 33.400 per QALY guadagnato). I risultati erano sensibili ai tassi di rabdomiolisi (effetto avverso delle statine) e ai costi dei farmaci. Le statine erano meno convenienti quando ottenute ai prezzi medi al dettaglio, in particolare nei pazienti a basso rischio cardiovascolare.

CONCLUSIONI Anche se le statine riducono il rischio assoluto di CVD nei pazienti con CKD, l’aumentato rischio di rabdomiolisi e i rischi competitivi associati alla progressione della CKD ribaltano in parte questi benefici. Le statine generiche a basso costo sembrano essere costo-efficaci nella prevenzione primaria delle CVD in pazienti con CKD lieve-moderata e ipertensione