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Dic 31

SINDROME METABOLICA

M.Rossi

Il simposio congiunto SISA-SIAPAV del 34° Congresso Nazionale SIAPAV  è stato dedicato alla sindrome metabolica, la cui incidenza è in continuo aumento anche in Italia, ed il cui ruolo di importante fattore di rischio cardiovascolare la rendono di particolare interesse per lo specialista angiologo.

 Il simposio, che è stato presieduto dal prof. Sandro Forconi (Siena) e moderato dai proff. Andrea Mezzetti (Chieti) e Salvatore Novo (Palermo), si è avvalso del contributo, in qualità di relatori, dei professori Gregorio Caimi (Palermo), Sandro Gentile Napoli),  Renato Fellin (Ferrara), Marco Rossi (Pisa), Salvatore Signorelli (Catania) e del dott. Angelo Santoliquido (Roma).

Il prof. Caimi ha riferito il ruolo emergente delle metalloproteinasi e dello stress ossidativo nella patogenesi del danno vascolare dei pazienti con sindrome metabolica, documentando una ricca serie di dati di letteratura e personali. Anche se la maggior parte dei dati oggi presenti in letteratura proviene da studi effettuati in pazienti portatori di una singola componente della sindrome, il relatore ha sottolineato come l’aumento di una o più metalloproteinasi appaia correlato al rimodellamento e allo sviluppo del danno vascolare.

È stato anche evidenziato come lo stress ossidativo (indicato dall’aumentata produzione di specie reattive dell’ossigeno e/o  da riduzione delle difese antiossidanti) svolga, a sua volta, un ruolo  fisiopatologico essenziale nel divenire della sindrome metabolica e nel favorire lo stesso aumento delle metalloproteinasi.

Il prof. Signorelli ha illustrato i meccanismi fisiopatolgici che concorrono allo sviluppo del danno vascolare nei pazienti con intolleranza glucidica o diabete mellito, sottolineando le strette interconnessioni tra stress ossidativo post-prandiale, disfunzione endoteliale e infiammazione, tutte concorrenti all’instaurarsi del danno vascolare.

La stretta relazione tra picco glicemico post-prandiale e rischio vascolare è stata approfondita dal prof. Gentile, il quale ha richiamato l’importanza, al fine di prevenire le complicanze vascolari nei diabetici, di ridurre l’iperglicemia postprandiale, attraverso l’impiego sia della classica terapia farmacologica che dei nuovi farmaci.

La valenza, quale fattore di rischio cardiovascolare, della steatoepatite non alcolica (una delle possibili manifestazioni della sindrome metabolica) è stata  focalizzata nel suo intervento dal dott. Santoliquido, che ha riportato i risultati di un proprio studio, condotto in collaborazione con il prof. Paolo Tondi, dal quale è emersa l’associazione tra sindrome X metabolica e disfunzione endoteliale, e di indagini successive dalle quali è giunta dimostrazione di una chiara associazione tra steatosi epatica ed ispessimento medio-intimale carotideo. L’importanza di alterazioni della vasomotion nell’obesità e la loro stretta relazione con l’aumento del grasso viscerale è stata sottolineata dal prof. Rossi, che ha riportato anche i risultati di studi personali in pazienti obesi, nei quali la normalizzazione della vasomotion faceva seguito a riduzione del peso corporeo, ottenuta con chirurgia bariatrica . Il simposio si è concluso con una partecipata discussione sui temi affrontati nel corso delle varie relazioni.