L’Angiologo Risponde

Gentile visitatore,
L’Angiologo risponde è una sezione del sito web della Società Italiana di Angiologia e Patologia Vascolare (SIAPAV) dedicata al grande pubblico.
È noto che non è corretto né possibile porre una diagnosi ed indicare una terapia senza il contatto diretto con il paziente tuttavia, poiché riteniamo che tra i compiti di una società scientifica ci sia anche quello di dialogare con il pubblico per chiarire gli aspetti principali della specialità e delle patologie da trattate, abbiamo attivato questa rubrica. Lo Specialista incaricato delle risposte sarà designato, con rotazione periodica, dal Consiglio Direttivo della Società, e si limiterà a rispondere ai quesiti generali posti, astenendosi dal dare specifiche indicazioni terapeutiche che non possono essere fornite in assenza di un rapporto diretto medico/paziente.
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Buonasera, Sono una donna di 37 anni. Ho due figli di 4 e 2 anni. Non fumo ma ho preso la pillola anticoncezionale dai 17 ai 23 anni circa (ginoden) poi dai 25 ai 31 ho assunto miranova. Ho avuto nel tempo dapprima capillari rotti sulle cosce, poi alcune vene leggermente rigonfiate dietro ai polpacci e a tratti visibili. Al tatto sono dolenti (non sempre) Da circa un mese, con il sopraggiungere del caldo, alla sera sento un dolore veramente fastidioso che mi fa fare fatica a stare in piedi. Sento come dei crampi intorno ai polpacci e male alle caviglie. Se mi metto con le gambe in alto, a squadra, il dolore diminuisce ma se mi alzo dopo poco tempo ricomincia. Alla mattina spesso si ripresenta. Vorrei un consiglio su come comportarmi. Dopo la nascita del mio secondogenito ho assunto cerazette per un anno e mezzo. L’ho smessa da 3 mesi. Io ho la mutazione del mthr e mia sorella ha avuto una trombosi in gravidanza. Io sono alta 157 cm e peso 52 kg ho fatto ginnastica artistica a livello agonistico fino a 24 anni. Attendo un consiglio, Spero di avere fornito tutti i dati necessari, Grazie mille e cordiali saluti, Micol

Gentile Signora Micol,

ci scusi del ritardo con cui rispondiamo.

L’ipotesi più probabile è che lei abbia una insufficienza venosa di grado iniziale e le consigliamo di rivolgersi a uno specialista, per verificare l’ipotesi diagnostica e iniziare, se necessario, un trattamento flebotonico.

Considerata la presenza di una familiarità per trombosi è opportuno eseguire anche un eco-color-Doppler di tutti gli assi venosi degli arti inferiori per escluderne la presenza.

Per quanto attiene la mutazione MTHFR (omozigote o eterozigote?) si tratta di un polimorfismo genetico abbastanza comune nella popolazione europea. Ciò che deve fare è controllare periodicamente il livello di omocisteinemia e, se superasse i 15 mg%, attuare una terapia con acido folico.

Buongiorno Dottore, le trascrivo 2 referti di Ecocolordoppler dei vasi epiaortici per averne una comparazione. REFERTO DEL 24 ottobre 2014: Assi carotidei con regolare profilo parietale. Spessore intima-media 1.1 mm. Decorso tortuoso della interna destra. Vertebrali pervie e con flusso normodiretto. Curve doppler normali. REFERTO DEL 27 luglio 2015: Spessore intima-media massimo 1.1 mm. Piccola placca fibrocalcifica a carico della comune sinistra con stenosi pari al 25%. Tortuosità della interna destra. Non anomalie delle vertebrali e delle succlavie. Nel secondo referto, mi ha preoccupato non poco, la dicitura Piccola placca fibrocalcifica a carico della comune sinistra con stenosi pari al 25%. Mi potrebbe spiegare il suo significato e se ciò comporta dei rischi in futuro? Aggiungo che non fumo, I valori del colesterolo HDL LDL e trigliceridi sono nella norma. Dal 2003 assumo Cardioaspirin (1 compr. al dì) e Amiodarone (1 compr. al dì, esclusi sabato e domenica), per degli episodi di F.A. avuti nel 2003 e mai più verificatesi a tutt’oggi. In attesa di leggerla, la saluto cordialmente, Francesco.

Gentile sig. Francesco, comprendo la sua preoccupazione e desidero subito tranquillizzarla. Dopo i 50 anni (a proposito quale è la sua età), una stenosi del 25% della carotide comune sostenuta da una placca fibrocalcifica, non indica particolari rischi a breve termine, la sua evoluzione va monitorata periodicamente (una volta l’anno) con contemporaneo controllo dei principali fattori di rischio (che nel suo caso mi sembrano ben controllati).

Vengo adesso alla richiesta di comparare i due referti. È impossibile farlo senza visionare le immagini. Mi auguro che i due esami siano stati eseguiti dal medesimo angiologo nel medesimo laboratorio. In questo caso dovremmo considerare la placca del 2015 come di nuova comparsa, controllarla nel tempo (vedi sopra) e chiedere all’operatore come interpreta la differenza tra i due esami. Se gli ecocoloDoppler fossero stati eseguiti da strutture differenti, ogni comparazione è impossibile e l’ipotesi che la placca fosse presente e non vista nel 2014 sarebbe da prendere in considerazione. Un consiglio: si affidi a uno specialista vascolare che esegua l’esame, lo interpreti clinicamente, e decida la terapia. Buona estate.

Buongiorno, ho 41 anni, da circa 20 sono comparse delle varici e soffro di insufficienza venosa agli arti inferiori familiare. Sinora ho portato calze elastiche 31 mmHg alla caviglia, e ho preso Arvenum 500 nei mesi caldi. No gravidanze, no fumo. Sono stata visitata da un medico chirurgo specialista in malattie vascolari che non conoscevo che mi ha proposto delle sclerosanti. Io non ho capillari visibili, vorrei ridurre la pesantezza, il forte edema e aumento di volume degli arti inferiori negli ultimi mesi. La scleroterapia è stata proposta ad una sola gamba. Non ha eseguito alcun eco Doppler. È corretto? Grazie

Gentile Signora, mi pare di capire che lei concettualmente associ l’indicazione alla scleroterapia con la presenza di varici reticolari (i cosiddetti capillari). Non è così, la scleroterapia viene effettuata anche per le varici tronculari, ed il fatto che le sia stata consigliata per una sola gamba confermerebbe questa ipotesi. Tutto ciò, però, dovrebbe essere chiaramente scritto nella relazione che il chirurgo vascolare avrebbe dovuto consegnarle. Se non lo avesse fatto è suo diritto richiederla. Infine, va ricordato che gli interventi (scleroterapia, ablazione chirurgica o endovascolare) sulle varici, non escludono la opportunità di continuare un trattamento farmacologico per la insufficienza venosa (pesantezza, gonfiore e altri sintomi) che rimane sempre presente e attiva. Lo specialista cui si è affidata dovrebbe occuparsi anche di questo aspetto terapeutico. Spero di esserle stato utile.

Buonasera Dottore, da circa due anni soffro di dolori alle dita della mano sinistra provocati dalle vene che si gonfiano, anzi tratti di vene. Ho sottoposto il problema a vari Dottori ma nessuno sa cosa determini questo fenomeno. Le vene che si gonfiano sono visibili anche quando non ho questi attacchi. Questi gonfiori avvengono a volte su tutte e 4 le dita a volte solo su due, a volte nella parte superiore a volte in quella posteriore o di lato. Spero che Lei possa darmi un aiuto, grazie. MP

Gentile Signora MP, per poterla aiutare ho bisogno di alcuni elementi:
Età;
Lei è in terapia continua con farmaci, se si, quali?
Quali movimenti, posizioni, lavori della normale attività quotidiana scatenando gli attacchi e le crisi dolorose?
Il dolore è come un bruciore, o sente come degli spilli insopportabili?
Come cessano gli attacchi (spontaneamente dopo un certo tempo, oppure immergendo le mani in acqua calda, ponendo il braccio in alto, prendendo dei farmaci).
Tra i medici che ha consultato ci sono specialisti come angiologi e/o reumatologi?
Attendo un suo aggiornamento

Salve dottore. L’oculista ha prescritto a mia moglie un ecocolordoppler dei tronchi epiaortici. La diagnosi è stata di FORMAZIONE PARIETALE IPERECOGENA AL BULBO DI SINISTRA. Non sappiamo cosa significa. Può, per favore, spiegarcelo? Gliene sarei grato perché il medico che ha fatto l’esame non ha voluto spiegarcelo.

Gentile Sig. Francesco Paolo, innanzitutto le chiedo scusa del ritardo con cui rispondo.

Di solito è il medico che richiede un esame che deve interpretarne il risultato alla luce del quadro clinico e del motivo per cui ha richiesto l’esame.

Da quanto lei scrive dovrebbe trattarsi di una calcificazione della parete della carotide sinistra. La calcificazione può essere correlata con l?età e, se non da registringimento dell’arteria, non rivestire alcun motivo di allarme. Di più non sono in grado di dirle senza conoscere la signora e senza vedere l?esame.

Certo, però, anche il medico che ha eseguito l?ecoDoppler avrebbe potuto spendere pochi minuti per approfondire il motivo per cui lo stesso è stato richiesto, e spiegarne il risultato. Spero non sia stato un angiologo.

Salve, i ristagni oltre a liquidi possono provocare rossore iperemia sottopelle? I massaggi linfo possono riattivare circolazione periferica. Ecodoppler è ok, …però a parte freddo vasocostrizione mani piedi e comunque gambe, quando sto in piedi ho rossore vasodilatazione poi se alzo gambe va via! …la fisioterapista mi ha trovato un po? di liquidi! Vorrei sapere se questi o scorie tossine possono fare congestione sottocutanea?

Gentile Elena, quattro giorni fa, le ho inviato una risposta privata!
”Gentile Elena, mi pone dei quesiti a raffica, senza dirmi quanti anni ha, quanto pesa, quali sono i suoi disturbi e quale sia stata la diagnosi presunta dal medico che le ha richiesto l?eco-Doppler. Senza questi elementi non posso darle suggerimenti clinici, ma solo rispondere ai suoi quesiti!
La stasi periferica può provocare rossore della cute.
Il linfodrenaggio manuale riattiva certamente la circolazione degli arti.
I liquidi fanno certamente congestione sottocutanea.
Infine, non ho capito quali sono i disturbi indotti dal freddo. Vasocostrizione e vasodilatazione non sono sintomi, ma meccanismi regolatori della circolazione. Grazie per averci scritto.”

Oggi 10 novembre, riscrive così:
io ho mani piedi spesso freddi e anche l?intera gamba ….quindi ho vasocostrizione o il contrario quindi crea rossore ma questo in posizione in piedi o seduta ….

Nessuna risposta ai quesiti clinici che le ho posto, quanti anni ha, quanto pesa, chi le ha prescritto l?eco-Doppler.

Sorge il dubbio che lei adotti la medicina fai da te, cercando sul web risposte che le consentano di prendere decisioni autonome.
Credo che l?eco-Doppler sia una sua autoprescrizione, e che si sia rivolta ad un centro estetico, senza consultare alcun Medico.
Non è così che funziona!
Si rivolga al suo Medico curante, ed eventualmente consulti un Angiologo, ed esiga risposte chiare e scritte.
Con i migliori auguri

Mia madre ha 92 anni e da venti soffre di arteriopatia ostruttiva agli arti inferiori e alle carotidi. L’angiologo prescrisse fin dall’origine l’uso dell’aspirinetta 100 una volta al giorno con l’assunzione anche di un gastroprotettore. A distanza di 20 anni possiamo affermare che tale posologia ha permesso a mia madre di proseguire abbastanza bene la sua vita quotidiana unitamente ad altri farmaci per altre patologie della sua età. Ora tuttavia è risultata troppo anemica nei recenti esami svolti, tant’è che il medico di base le ha prescritto la gastroscopia e la colonscopia: ambedue con piccoli polipi estratti al momento, e una gastropatia cronica erosiva. Il medico ha altresì sospeso l’aspirinetta ritenendola causa dell’anemia. È corretta tale decisione? Cosa si può dare al posto dell’aspirinetta stante la ovvia persistenza delle ostruzioni alle arterie e il costante rischio di trombosi ed ischemie? Grazie e cordiali saluti. Francesco

Gentile sig. Francesco,

la sospensione dell’aspirinetta prescritta dal Medico curante è corretta. Se una persona di 92 anni si anemizza possono insorgere problemi ben più seri di una arteriopatia ostruttiva che, a quanto lei scrive, sembra perfettamente sotto controllo.

Per quanto concerne il suo secondo quesito, la decisione se continuare il trattamento con altri antiaggreganti o meno, dipende da caso a caso, cioè dalle condizioni globali del singolo paziente, dal rischio reale di progressione della arteriopatia e dai benefici attesi. Essa spetta dunque al Medico che ha in cura e conosce bene la mamma. Non è possibile, sul piano generale, indicare quale sia la tendenza della comunità scientifica perché gli studi disponibili dai quali dedurre tale tendenza non sono tarati su una popolazione ultra ottuagenaria. Si rivolga quindi al Medico curante che certamente saprà consigliarla al meglio. Auguri per la mamma, e grazie per averci scritto.

Buona sera dottore. La contatto per chiederle delle informazioni sulla mia situazione. Dopo una visita angiologica che ha riscontrato vene varicose molto evidenti soprattutto alla gamba, sono stata operata a settembre. Il dottore ha ritenuto opportuno togliermi solo metà safena. Adesso ho ancora cicatrici evidenti, e ho notato purtroppo che le vene che le vene alla gamba sono ancora evidenti poiché è stata tolta solo la metà superiore della safena superiore. La mia domanda è: cosa posso fare per non avete più questo problema estetico? Potrei risolvere la cosa? Grazie mille.

Gentile Laura, il cosiddetto stripping corto è attualmente l?intervento preferito della comunità scientifica flebologica, e consiste nella asportazione della vena safena dall’inguine sin sotto il ginocchio.

L’intervento, come tutti gli stripping (corto, lungo, di gamba) va completato con la contestuale legatura e chiusura di tutte le vene collaterali. Con varici alla gamba lo stripping dovrebbe interessare anche (o soltanto) il tratto di gamba della safena e le sue collaterali.

In prima istanza le consiglio di tornare da chi l’ha operata per una ulteriore valutazione e relativa parere. In alternativa può rivolgersi ad un buon angiologo per un accurato esame emodinamico delle sue vene e, se indicato, a un chirurgo vascolare per completare l?intervento.

Salve, vorrei chiedere se le creme anticellulite ad azione freddo/caldo possono causare problemi a chi soffre di fragilità capillare. Mi riferisco nello specifico a un prodotto Bionike, con presidio medico. Grazie e un saluto cordiale, Roberta

Gentile Roberta,
il preparato cui lei si riferisce è un prodotto cosmetologico che vene testato con procedure totalmente differenti da quelle adottate per i farmaci. Non ho esperienza per rispondere alla sua domanda. Le suggerisco di rivolgersi alla sezione gli esperti rispondono del sito web di cui le mando il link. Grazie per averci scritto.

Mia madre, 82enne, ha recentemente eseguito degli accertamenti sulle coronarie da cui risulta che vi è una occlusione del 65% su una e del 45% sull’altra. Vorrei cortesemente sapere se, e in quale ospedale italiano, si può effettuare la rimozione dell’occlusione a mezzo del vacuum extractor to Remove blood clot from inside arteriole… è anche fattibile sulle coronarie?””

Gentile sig. Claudio, la sua domanda è un tipico esempio della ?medicina fai da te?. Ha trovato in rete la notizia del vacum extractor e vorrebbe sapere da noi se può proporla come terapia. Non è così che funziona! Se la sua mamma ha fatto una coronarografia, presumo che un Cardiologo l?abbia indicata in base ai sintomi e al quadro clinico della signora, e che un Cardiologo (lo stesso o un altro poco importa) l?abbia eseguita, riscontrando le stenosi che lei descrive. Se intervenire o meno lo decide chi conosce la paziente e il quadro clinico. Quanto alla tecnica, poi, è chi la eseguirà che dovrà proporla alla paziente e ai familiari. Ponga il quesito a chi ha in cura la mamma e si affidi con fiducia ai suoi consigli. Se i suggerimenti non la soddisfano, cambi referente, ma eviti di cercare lei opzioni terapeutiche; non le compete, a meno che lei non sia un esperto.
Per completezza, il metodo è applicato nelle occlusioni acute delle arterie degli arti e in quelle cerebroafferenti. Sulle coronarie l?esperienza è ancora modesta (sperimentale) e, comunque, sempre riservata all?attacco ischemico acuto.

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