G. Alari La medicina è una scienza in divenire: come spesso accade nella trama di un giallo intricato, la soluzione potrebbe non essere quella più ovvia, e pertanto, il bravo investigatore, con la sua inseparabile lente di ingrandimento, si troverà a dover analizzare le minuzie più nascoste e più (apparentemente!) insignificanti, per tirarne in seguito…

G. Lessiani Lo scorso anno su questa rivista ci fu un dibattito, stimolato dal collega Basilo Crescenzi, sull’opportunità di effettuare uno screening, su una categoria di pazienti a rischio (età, fattori di rischio cardiovascolare, etc..) per la ricerca di aneurisma dell’aorta addominale (AAA). Lo scopo principale era di scoprire la patologia e ridurre la mortalità…

R. Pesavento Il trattamento del tromboembolismo venoso (TEV) con un anticoagulante orale diretto (DOAC) è una pratica in costante crescita ed è raccomandato come prima scelta in molti pazienti affetti. Come atteso per un trattamento di nuova introduzione, l’approccio iniziale dei medici è stato prudente e molto aderente ai criteri di selezione degli studi registrativi….

B. Zalunardo Che il rischio di infarto miocardico o di ictus cerebrale sia più alto (almeno 3 volte) nei pazienti con arteriopatia periferica rispetto ai pazienti senza arteriopatia periferica è ormai un dato acquisito da anni. Le linee guida internazionali raccomandano sostanzialmente la terapia antiaggregante piastrinica in questi pazienti per la prevenzione degli eventi cardiovascolari.1…

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